LA SUA OVULAZIONE È IRREGOLARE OPPURE DEL TUTTO ASSENTE?

LA SUA SITUAZIONE PUÒ ESSERE RISOLTA GRAZIE ALLA TERAPIA ORMONALE. IL TRATTAMENTO, NOTO COME IPERSTIMOLAZIONE DELLE OVAIE, STIMOLA LA CRESCITA DEI FOLLICOLI E LA MATURAZIONE DI PIÙ OVOCITI DURANTE UN CICLO.

UNA MAGGIORE QUANTITÀ DI OVOCITI E DI SEGUITO DEGLI EMBRIONI INFLUISCE SU UN TASSO DI SUCCESSO PIÙ ALTO DELLA TERAPIA ATTRAVERSO LA RIPRODUZIONE ASSISTITA.


STIMOLAZIONE OVARICA

Quando l'indagine clinica indica che l'infertilità della coppia è dovuta a un problema ovulatorio e se, in contemporanea, non c'è l'esistenza di un problema maschile, è probabile che il dottore consigli una terapia ormonale come la soluzione più appropriata al problema.

In queste situazioni il trattamento si traduce essenzialmente con un periodo di stimolazione ovarica, seguito da rapporto sessuale programmato, con data e ora specificate dal medico che coordina il trattamento.

Nella stimolazione ovarica sono due protocolli di trattamento principali: con clomifene citrato e con gonadotropine.

CON CLOMIFENE CITRATO

Solitamente il trattamento inizia cercando di indurre l'ovulazione con un farmaco chiamato Clomifene Citrato, che è più adatto per le donne che hanno disfunzione ovulatoria e un partner fertile. Questo è il più antico e probabilmente il più usato dei farmaci coinvolti nel trattamento dell'infertilità.

Questo è usato per indurre le ovaie a produrre follicoli ("borse degli ovociti") e in modo efficace inganna il cervello facendogli credere che ci sono basse quantità di estrogeni in circolazione, e indirettamente stimolerà le ovaie a produrre ovociti. Si tratta di un farmaco che viene utilizzato principalmente nelle donne sotto i 40 anni, cui la sterilità è dovuta a problemi di ovulazione.

Se la terapia con Clomifene Citrato non si rivela efficace, può essere necessario l'utilizzo di medicinali contenenti gonadotropine (FSH e LH).

CON GONADOTROPINE

In situazioni dove il trattamento con Clomifene Citrato non funziona, potrebbe essere valido l'uso di medicinali contenenti Gonadotropine, che sono gli ormoni che agiscono stimolando direttamente le ovaie, favorendo così lo sviluppo follicolare e la produzione di ovociti necessarie. Gli ormoni di Gonadotropina utilizzati nel trattamento dell'infertilità possono essere urinari (Estratti e purificati dalle urine di donne in postmenopausa) o ricombinanti (sintetizzate in laboratorio mediante l'applicazione di tecniche di biotecnologia).

Le due principali Gonadotropine sono l'ormone follicolo stimolante (FSH) e l'ormone luteinizzante (LH), così chiamate perché essi esercitano i loro effetti principalmente su ovaie e testicoli (chiamati anche gonadi).

Nelle donne, la FSH e LH esercitano delle azioni complementari ma distinte:

  •  la crescita e lo sviluppo della sintesi dei follicoli ovarici    
  •  e la secrezione degli ormoni ovarici importanti, quali gli estrogeni e il progesterone. La FSH stimola lo sviluppo del follicolo, mentre la LH è l'ormone più importante durante la fase luteale. Gli squilibri o cali nei livelli di LH   e di FSH possono portare a situazioni quali anovulazione (no ovulazione) e sterilità. In presenza di elevati livelli di androgeni intratesticolari, la FSH induce la spermatogenesi (produzione di spermatozoi).

Le Gonadotropine vengono somministrate tramite iniezione e oggigiorno, sono i farmaci più comuni utilizzati per trattare la sterilità. Quando le ovaie sono adeguatamente sviluppate, un'iniezione dell'ormone hCG (gonadotropina corionica umana) viene somministrata per innescare il processo di ovulazione e la successiva liberazione di un ovocita. Questo tipo di farmaco è utilizzato per stimolare l'ovulazione nei cicli IUI, nei cicli di trattamento  FIV e ICSI o per un rapporto sessuale programmato.

Tenere presente quanto segue:

  • Il suo utilizzo dovrebbe essere fatto sotto stretto controllo medico da uno specialista di FIV, poiché il suo utilizzo improprio può causare seri problemi, come la Sindrome di Iperstimolazione Ovarica. Un controllo non adeguato dell'uso di questi farmaci può anche aumentare il rischio di una gravidanza multipla (che può causare problemi sia per la madre sia per i bambini che devono ancora nascere).

Tra vari protocolli di stimolazione il medico sceglie, sulla base dell’analisi complessiva, quello migliore. Gli speciali metodi embriologici comprendono più possibilità di come aumentare il tasso di successo per quanto riguarda gli ovociti fertilizzati, la coltura prolungata e la crioconservazione degli embrioni.

Per la fertilizzazione è scelto un metodo appropriato anche a seconda della qualità degli spermatozoi del partner. Gli embrioni ottenuti sono coltivati tra i due e i cinque giorni nel laboratorio embriologico e di seguito trasferiti nell’utero della donna.